Il drammatico scivolamento di Bitcoin al di sotto della soglia psicologicamente significativa di $ 100.000 ha recentemente scosso il mercato delle criptovalute, innescando un’ondata di intenso dibattito tra i principali analisti.
Mentre alcune aziende avvertono di un grave cedimento strutturale e di una profonda correzione, altre liquidano rapidamente il crollo come un necessario e meccanico “reset della leva finanziaria”. Il consenso diviso lascia gli investitori in un periodo di tensione in cui le pressioni macroeconomiche si scontrano direttamente con la convinzione di fondo a lungo termine.
Prospettive contrastanti: dal crollo di 72.000 dollari a un sano ripristino
Il futuro immediato di Bitcoin è ora sospeso tra due previsioni nettamente opposte. La società di analisi on-chain CryptoQuant rappresenta l’estremo ribassista, recentemente emettendo l’avvertimento di mercato più allarmante.
Nello specifico, il capo della ricerca Julio Moreno ha affermato che Bitcoin potrebbe crollare a circa 72.000 dollari in meno di due mesi, citando l’incapacità dell’asset di recuperare il supporto cruciale di 100.000 dollari. CryptoQuant ha inoltre basato le sue cupe prospettive sull’evidenza del rapido collasso della domanda spot. Diversi indicatori hanno mostrato una significativa contrazione del mercato in seguito alla massiccia liquidazione del 10 ottobre, insieme a flussi negativi sostenuti negli ETF Bitcoin e un persistente premio di prezzo negativo su Coinbase.
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Fonte: CryptoQuant
Tuttavia, altre voci del settore si sono immediatamente opposte a questa narrazione di catastrofe strutturale. Secondo TheBlock, Nic Puckrin, co-fondatore di The Coin Bureau, ha fermamente respinto l’idea che il mercato rialzista fosse finito. Puckrin ha riconosciuto il peso psicologico della rottura, ma ha sottolineato che il calo rappresenta solo una correzione del 20% rispetto al massimo storico, un evento di routine nel settore delle criptovalute.
Timothy Misir, capo della ricerca presso BRN, ha fatto eco a questo punto di vista, dichiarando la svendita “non terminale”. Ha insistito sul fatto che la leva finanziaria, e non la convinzione a lungo termine, è uscita dal mercato, sostenendo che il sistema ora è più sano e meno vulnerabile agli eventi di rischio a cascata.
I fattori determinanti della svendita
Leva finanziaria e liquidazioni
Una confluenza di fattori ha determinato la brusca inversione di tendenza e ha dato ragione agli analisti che hanno visto un aumento della leva finanziaria. L’azione dei prezzi ha innescato un massiccio evento di deleveraging. Secondo i dati Coinglass, oltre 1,7 miliardi di dollari di posizioni stimate sono state liquidate sulle principali borse, con posizioni lunghe che rappresentano oltre 1,3 miliardi di dollari del totale. Tuttavia, questa pulizia meccanica ha principalmente rimosso il rischio speculativo dal sistema.
Macropressione
Questa vendita tecnica ha trovato amplificazione attraverso forze macroeconomiche esterne. Il sentimento globale di avversione al rischio si è diffuso nei mercati, costringendo gli investitori a spostare il capitale da asset ad alto rischio come le criptovalute verso contanti e strumenti più sicuri, come i titoli del Tesoro. Questo movimento ha coinciso proprio con importanti rimborsi da parte degli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti, che hanno immediatamente aggravato la caduta del mercato. Il suo grave risultato, la vendita forzata, innescata direttamente da questi ampi cambiamenti, impone quindi un prossimo periodo di stabilità dei prezzi.
Pertanto, il mercato deve ora attendere che la domanda organica e senza leva finanziaria, che attualmente è in ritardo, intervenga e assorba il vuoto di liquidità lasciato dalle recenti massicce liquidazioni, ripristinando di fatto l’ambiente commerciale. Gli analisti concordano sul fatto che, in assenza di una rinnovata spinta di capitale istituzionale, in particolare di rinnovati afflussi di ETF, il mercato deve ricostruire la convinzione prima di un’altra mossa importante.
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Percorso da seguire a breve termine
L’azione dei prezzi a breve termine, quindi, punta verso il consolidamento. Gli analisti hanno mappato i livelli chiave di supporto e resistenza. Puckrin ha sottolineato che mantenere l’EMA a 50 settimane vicino ai 101.000$ rimane cruciale per mantenere la struttura rialzista. Sebbene le prospettive immediate richiedano pazienza, i sostenitori a lungo termine, incluso Puckrin, sostengono che la tesi rialzista più ampia rimane intatta, culminando potenzialmente in un massimo del ciclo vicino a 150.000 dollari.
I tori stanno reagendo.
Sebbene Bitcoin abbia superato l’EMA 50w e sia addirittura sceso sotto i 100.000 dollari, siamo riusciti a chiudere nuovamente al di sopra di questo supporto.
Sarà ancora una battaglia per vedere dove chiudiamo la settimana, ma passiamo a oggi… https://t.co/vybIZLIQz6 pic.twitter.com/c4EG0mz3xL
— Nic (@nicrypto) 5 novembre 2025
Bitcoin deve mantenersi al di sopra dell’EMA a 50 settimane per rimanere rialzista – Fonte: Nic Puckrin su X.
Le prossime settimane determineranno se il ripristino della leva tecnica fornirà una base stabile per il prossimo rialzo o se la crescente pressione macroconvaliderà lo scenario più severo di correzione di $ 72.000.









